
Ho fatto l'abbonamento al teatro. Ieri sera sono andata a vedermi la rappresentazione di Diceria dell'untore, di Gesualdo Bufalino, messa in scena da Vincenzo Pirrotta. Luigi Lo cascio faceva il protagonista...
E' un'opera toccante, un po' folle e un po' non sense - o almeno: io non ho letto il romanzo, perciò magari qualcosa mi sfuggiva per questo motivo, ma mi sembrava un po' delirante, però non troppo. Era poetica e particolare. Bello l'adattamento: le scene colorate, le musichette, le canzoni strane, proprio la scenografia, il posizionamento degli attori. Luigi s'è stremato, ha sudato, parlando per due ore con intonazione adatta; è proprio rimpicciolito nel suo ruolo. L'ho visto bene, ero in sesta fila.
Che storia: ho visto il mondo dagli occhi di qualcuno solo, abbandonato dalla società, rinchiuso nella Rocca; dove l'amicizia e il tempo hanno altre concezioni. La disperazione di chi credeva in Dio, e lo incolpa dei mali del mondo, allo stesso tempo lo ama, e lo vede, non vedendolo. Ho osservato bene il disadattarsi dei malati, il cancro della morte, sempre vicina; il sacrificio, la vita che pulsa (che bello, alla fine io sono VIVO! Sei vivo, sono vivo!)... insomma, un'opera interessante, intrigante e ben recitata e trasportata in teatro.
Olè!
E invece stasera ho visto Enrico IV (di Pirandello), sempre al teatro. Bello, non c'è che dire, con la finzione che diventa realtà - se lo vivo come tale, è reale, non è più una farsa - e... il nascondersi dietro il paravento della follia e della maschera, che ci dona sicurezza dagli scherni dei cattivi, che ci dà un luogo sicuro. Pirandello mi piace e quest'opera è aww. Aww. L'attore principale, Ugo Pagliai, è stato davvero bravo.
Che dire... w il teatro <3
young girl, don't cry.

Che cazzo ne sa la gente della contemplazione? Io sono un'osservatrice nata, figurarsi nell'amore: io guardo e basta. Forse diventerò una maniaca sessuale, di questo passo... è che il guardarlo mi dà forza e felicità. Mi chiedo quando arriverà il momento in cui, ahimè, soffrirò - l'osservare non mi basterà più e vorrò qualcosa di più, sicuramente. Per ora c'è la pace, ma giungerà la tempesta. Quindi è meglio prepararsi bene: imbottirsi, vestirsi in modo pesante, riparare in un posto sicuro il proprio cuore,
prima dell'uragano.
Che cazzo ne sa la gente di cosa sento? Alle volte cercano davvero di etichettarti, ma no, io non sono una scatola con sopra un'etichetta bianca, non ho una forma precisa né un sogno ben definito. Perciò per ora mi godo questa osservazione... e scrivo poesie sdolcinate per trasmettere ciò che provo.
Caspita, vorrei poterlo abbracciare. Ho questi slanci che non so se riuscirò a controllare, davvero, io ho sempre slanci d'affetto per la gente, figurarsi poi se sento qualcosa del genere... oggi si è dipinto le unghie di giallo e l'ho chiamato Drama Queen, che era bellino, insomma,
irresistibile. Vaffanculo a lui. Saprò non dire il mio amore? Massì, penso, sono cordarda su queste cose, figurarsi se saprò pronunciare qualcosa di fatidico; non farò nulla.
Però... il brivido interno che sento, nel vederlo ogni mattina quando arriva, con la sua giacca pesante e gli occhiali da sole colorati, ecco quel brivido che non c'è sulla pelle, né sulla schiena, ma che
percorre il cuore, è assolutamente unico. Da vivere.
Okay, sono fusa, ho fatto un post amorevole per dire quanto mi piace sto ragazzo, che pena. Speriamo perduri. Speriamo finisca bene. Mah.
Che cazzo ne sa la gente della mia costanza, alle volte, della mia perseveranza, dei miei sogni ad occhi aperti? Che ne sa, che ne sa?
young girl, don't cry.